Pratiche didattiche

Osservatorio SIRD “Le pratiche didattiche tra ricerca e formazione”

Coordinamento: Loredana Perla e Patrizia Magnoler

La formazione dell’insegnante costituisce oggetto di particolare attenzione in Italia, sia dal punto di vista della ricerca didattica che da quello delle politiche istituzionali che negli ultimi dieci anni hanno provato a ridisegnare percorsi e profili formativi più volte, tanto da caratterizzare una vicenda “tutta italiana” della questione. Anche per queste ragioni l’Osservatorio sulla Formazione degli Insegnanti intende svolgere una triplice funzione:

a) ricognitiva: raccogliere le voci e le esperienze del mondo accademico, della società scientifica, delle scuole, delle associazioni professionali e porle a disposizione del Direttivo per discuterne una possibile validazione, documentazione, dossieraggio;
b) critico-problematica: per sollecitare il dibattito sostenendo l’evoluzione della modellistica di formazione dal punto di vista scientifico, favorendo la diffusione e la discussione sulle migliori esperienze internazionali e nazionali, promuovendo la ricerca scientifica e la divulgazione con seminari, convegni ecc.;
c) politica: per monitorare gli orientamenti sottesi alle politiche educative, anticipare i passaggi legislativi, proporre al Direttivo – in maniera istruita – posizioni da tenere nell’interlocuzione istituzionale così da poter incidere sulle decisioni ministeriali che il Ministero in materia di formazione degli insegnanti.

Nel Direttivo si discuterà di come rendere disponibile a una divulgazione allargata i materiali raccolti e, soprattutto, di come costruire un’interlocuzione specifica col Miur in accordo con la SiPed, evitando sovrapposizioni e dispersioni di energie e competenze.
Si inviteranno alla collaborazione alcuni Colleghi che, a livello nazionale e internazionale, si siano distinti per l’apporto offerto all’avanzamento della conoscenza scientifica sullo specifico oggetto e per alimentare il dibattito e la tematizzazione di aspetti specifici dello stesso.

Tre gli ambiti di lavoro sui quali si concentrerà l’azione di coordinamento:

a) Formazione iniziale degli insegnanti. Un’analisi delle vicende relative alla formazione iniziale degli insegnanti richiede di muoversi fra diversi poli e di rispondere ad alcune domande specifiche. I poli sono soprattutto questi: formazione professionale/formazione disciplinare; teoria/pratica; insegnamento primario/insegnamento secondario, TFA/laurea abilitante; rispetto ai quali in questi anni si è fatta molta fatica a compiere scelte, a costruire continuità e ad assumere framework interpretativi condivisi. Le domande specifiche sono quelle relative alla gestione dell’alternanza tra saperi, a come il curricolo concretizzi tale principio in dispositivi formativi; a quali siano le realizzazioni nell’attuale panorama nazionale, le problematiche e le opportunità; al come costruire una gestione attiva coi mondi delle professioni scolastiche a favore del futuro insegnante; a quali rapporti andrebbero propiziati fra Università e Scuola per costruire una cultura comune anche in direzione professionalizzante.

b) Formazione in servizioParticolare attenzione sarà rivolta dall’Osservatorio alla formazione del docente in servizio per la quale risultano ormai del tutto obsolete le modalità tradizionali, ancora assai diffuse nel nostro Paese, basate o sul modello trasmissivo della lectio-conferenza seguita da dibattito o, al più, su modelli di matrice organizzativa datati anni Ottanta, Formazione&Sviluppo, nei quali équipe di esperti elaborano “pacchetti formativi” da proporre alle Scuole, assegnando a priori a queste ultime il ruolo di sedi di fruizione e ai docenti quello di ascoltatori critici. Alla luce delle necessità attuali della scuola si ritiene importante individuare:

– quali modelli/esperienze permettono di delineare linee guida per una formazione in servizio che sia utile al processo di professionalizzazione;
– quale rapporto tra formatori/ricercatori andrebbe costruito nell’ambito dei modelli esplorati;
– quali traiettorie andrebbero perseguite in modo prioritario nella formazione in servizio.

In tale direzione l’Osservatorio potrebbe svolgere una funzione di orientamento riguardo tali aspetti:

– la formazione dei neo-assunti;
– la formazione entro la scuola (tra pari, auto e co-formazione);
– la formazione in collaborazione con università ed altri enti di ricerca.

c) Valutazione della professionalità docente. Nel documento sulla Buona Scuola si fa neanche troppo implicitamente riferimento a questo aspetto, fra l’altro molto approfondito nei sistemi della formazione insegnante iniziale e in servizio di molti Paesi del mondo. Esiste una letteratura consolidata sul tema che incrocia sicuramente i temi del reclutamento, della carriera del docente e anche dei “cicli vitali” della professione docente, di per sé gravata dai rischi di burn out e di cali energetici e motivazionali nel corso del suo svolgersi.
Formazione, valutazione e merito sono connessi in diverse realtà internazionali ma questa sinergia non è ancora ravvisabile nel sistema italiano. Ciononostante si può cogliere, sia a fini valutativi, sia a fini di riconoscimento, il bisogno di una differenziazione professionale sulla base delle competenze messe in atto.
Occorre farsi promotori del dibattito scientifico sul possibile processo di valutazione dei docenti affinchè resti nella competenza di coloro che pedagogicamente e didatticamente possono “dire” l’insegnamento nella sua complessità. Si tratterà di discutere, pensare, rendere disponibili per la comunità artefatti e dispositivi di valutazione e certificazione di crediti e competenze appropriati, facendosi anche tramite di una produttività e di domande emergenti dalla base, dagli stessi docenti e dirigenti, oltre che dai consessi scientifici più accreditati dell’accademia